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L’eco di tempi remoti di Isola Farnese

Isola Farnese è la meta del nostro girovagare, uno dei luoghi più affascinanti dei dintorni di Roma. Si erge su un blocco tufaceo sulla Cassia a pochi km. dal G.R.A., fra la Valle della Storta e la Valle di San Sebastiano, ma nonostante questa vicinanza con la metropoli si entra in una atmosfera sospesa nel tempo. Qui tutto è silenzio, quiete, mura antiche che riportano ad un passato lontano.

Remoto insediamento etrusco, le prime notizie del castello risalgono alla fine del X secolo come proprietà della famiglia Orsini nel territorio di Veio.
La posizione dominante e isolata su una rupe gli valse l’appellativo di insula e dopo svariati passaggi di proprietà il cardinale Alessandro Farnese nel 1567 acquistò il castello con l’annesso borgo inserendolo nel Ducato di Castro. Il castello acquisì così l’appellativo di Isola Farnese.

Il “sacco di Roma”

Un cupo evento storico la riguarda. Nell’area si appostò il conestabile di Borbone con le sue truppe lanzichenecche che, agli inizi del 1527 mosse verso il Gianicolo e la zona del Vaticano dando inizio ad uno dei fatti d’arme più violenti e brutali, il “sacco di Roma”.

Ma continuiamo nella nostra escursione immersi nel silenzio. Arrivati nella caratteristica piazzetta del borgo si viene accolti dalla Chiesa di San Pancrazio, risalente al XV secolo, con begli affreschi del XVI secolo tra cui una Madonna del Cavalier d’Arpino. Ad impreziosire il tutto una acquasantiera realizzata con due capitelli corinzi di epoca romana.

Chiare fresche dolci acque

Dalla piazza parte l’accesso al castello attraverso le viuzze con le tipiche abitazioni dell’epoca, ricche di piante e fiori, per arrivare al cortile con affaccio panoramico sulla valle della Cremera.

Riscendendo dal castello e dal borgo ci avviamo sulla destra su una strada in discesa che ci porta all’antico mulino con la sua Cascata della Mola. Estremamente quieto, con lo scrosciare delle acque del torrente attraversato da un piccolo ponte che ci fa godere di una frescura gradevole.

Il sentiero poi prosegue girando intorno la collina per raggiungere i resti della città etrusca di Veio, amica e nemica dell’antica Roma che ci porta a percepire l’eco di tempi remoti.

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A cura de il NETWORK | testo e foto Ezio Bocci

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