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Virtual Tour

Negli AC/DC il DNA dei Castelli Romani

Avete presente il rock tra rock-blues e hard-rock? Quella musica, a tratti struggente a volte più incisiva con riff di chitarre e batterie rocciose, utile a veicolare messaggi tra il maledetto, il disperato e l’avvilito? Con testi definibili quanto meno un po’ cupi, violenti e disarmanti? Bene, eccovi qualche esempio: “L’inferno non è un cattivo posto dove stare”; “La mia piccola è andata a farsi / È andata a farsi, come la fermerò?”; “Se vuoi sangue l’avrai / Sangue per le strade, sangue sulle pietre, sangue nelle fogne”. Cominciate a entrare nel mood di questo post e a comprendere il mistero del DNA dei Castelli Romani del titolo?

Facciamo un salto in Australia

Bene, ora, immaginate un’onda avvolgente di questa musica che parte dall’Australia nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso, gira intorno al mondo e quindi diventa famosa da oltre quarant’anni anche da noi. Autori di questo successo planetario che dà voce ai malesseri giovanili di più generazioni sono i componenti che si sono succeduti nel tempo della band AC/DC. Una compagine musicale fondata da due degli otto fratelli Young, una famiglia di emigranti arrivata in Australia negli anni ‘60. Ecco, se fin qui avete immaginato questo, ora arriviamo al terzo cantante della band, ingaggiato nel 1980 dopo la morte violenta del precedente. Parliamo di Brian Johnson che ha origini inglesi e italiane (vedi video su YT): il padre Alan era sergente maggiore nell’esercito britannico; la madre, Ester De Luca di Frascati ed abitante nei dintorni di Rocca di Papa, fu una partigiana che durante l’ultima Guerra Mondiale aiutò gli Alleati in Italia, nascondendo alcuni soldati nella fattoria di famiglia.

Brian è orgoglioso delle sue origini

e torna spesso, da sempre, a trovare i parenti che abitano tra Frascati, Rocca di Papa e altre località dei Castelli Romani. Quei Castelli Romani che, diversamente dall’hard rock, ispirano serene atmosfere bucoliche e hanno ben altre tradizioni di rapporto con la musica. Avete presente quando Renato Rascel in una delle canzoni popolari romane più famose al mondo canta “Arrivederci, Roma / Goodbye, au revoir / Se ritrova a pranzo a Squarciarelli / Fettuccine e vino dei Castelli / Come ai tempi belli che Pinelli immortalò!”? Come dite? Una citazione non vi basta? Bene, allora buttiamo in tavola il carico e citiamo la celeberrima “’Na gita a li Castelli – Nannì” vero inno al territorio: “… Com’è tutto un paradiso li Castelli so’ accosì / Guarda Frascati ch’è tutto un soriso / ‘na delizia, n’amore, ‘na bellezza da incanta’…”.

Concludendo, d’ora in poi, quando ascolterete la musica struggente degli AC/DC, non potrete fare a meno di pensare che nel cuore del lead vocal Brian Johnson circola metà sangue proveniente dalla terra dei più romantici e seducenti stornelli. Resta una curiosità: che ninne nanne avrà cantato mamma Ester alla futura rockstar? Sicuramente qualcosa che è entrato nel sangue della band internazionale con il DNA dei Castelli Romani.

A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini 
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