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Una piacevole escursione “esotica” nel Bioparco di Roma

Il Bioparco di Roma si trova all’interno di Villa Borghese e nasce come Giardino Zoologico oltre 110 anni fa con una nuova rivoluzionaria concezione operata dall’architetto Carl Hagenbeck. Questi eliminava le gabbie sostituendole con i fossati e introducendo così dei cambiamenti, verso il rispetto degli animali, innovativi per il periodo. All’epoca infatti l’unico scopo degli zoo era quello ricreativo del pubblico che gioiva dell’esposizione di animali rari ed esotici.

Negli anni a venire lo Zoo di Roma raggiunse un’area di ben 17 ettari e comprendeva un rettilario e una grande voliera geodetica. Struttura unica in Europa, che la inseriva così tra i più importanti centri analoghi in Europa. Superando in bellezza, grazie anche alle architetture armoniose e ricche di dettagli pregevoli, quelli di Parigi e Berlino.

La struttura però con il tempo ed anche a causa degli eventi bellici subì una evidente decadenza fino al 1994 quando fu trasformato in Bioparco. Oggi assistiamo a nuova sensibilità verso gli animali, alcuni dei quali minacciati seriamente dall’estinzione, alla tutela della biodiversità. alla ricerca scientifica. Non ultima l’adesione alla Strategia Mondiale degli Zoo per la Conservazione, redatta dalla WAZA (Organizzazione Mondiale degli Zoo e degli Acquari). Lavoro nato con la IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) e adottata dal WWF internazionale. Tutto ciò definisce le linee guida di uno zoo “moderno”, rendendo più accettabile per tanti animali una situazione di “prigionia”.

Una concezione moderna di zoo

Ma veniamo ai nostri giorni. Attualmente il Bioparco di Roma ospita all’incirca 1200 animali di 150 specie tra rettili, mammiferi e uccelli. Tutti gli animali sono nati presso il Bioparco o presso altre strutture zoologiche. Ed è qui che la concezione di Zoo è cambiata e vietando l’acquisto o prelievo degli animali dal loro ambiente naturale.

L’incessante lavoro del network delle varie strutture zoologiche, coordinato dall’EAZA, favorisce i trasferimenti degli animali da una struttura all’altra. Con criteri e modalità che rispettano innanzitutto il loro benessere e seguendo le raccomandazioni fornite dal coordinatore EEP della specie in questione. 

Unica eccezione sono gli esemplari sequestrati dalle autorità competenti e di cui spesso non si conosce la provenienza. Gli spostamenti sono stabiliti inoltre, tenendo conto della disponibilità di spazio e risorse e delle condizioni di mantenimento e alcune volte di tutela che devono risultare all’altezza delle esigenze degli animali.

L’incontro tra visitatori e gli occhi degli amici animali

Ma l’aspetto più gratificante è osservare l’entusiasmo dei giovani visitatori che possono osservare specie animali che potrebbero vedere solo in tv, capirne l’habitat, capirne i comportamenti. E apprendere, attraverso chiari pannelli descrittivi e dispositivi interattivi, di quanto sia seria la minaccia umana nei confronti della natura.

E questo si specchia nei loro sguardi.

Una nota di merito va poi al personale addetto alla cura degli animali che colpisce per l’amore prodigato nei confronti dei nostri amici. E alle numerose iniziative di intrattenimento e animazione rivolte ai bambini messe a disposizione dalla direzione.

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A cura de il NETWORK | testo e foto Ezio Bocci

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