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La seduzione mitologica del Circeo

«E arrivammo all’isola Ea: vi abitava
Circe dai riccioli belli, dea tremenda con voce umana.»
                                                                          Odissea, X, 135-6

Istituito nel 1934 il Parco Nazionale del Circeo è una delle più antiche aree naturali protette d’Italia con i suoi 8.917 ettari di superfice. Nonché “riserva della biosfera” dell’UNESCO e candidato al titolo di “patrimonio dell’umanità”.

Il nome deriva dal Monte Circeo che con i suoi 541 metri di altitudine domina la cosidetta “riviera di Ulisse”, legato alla leggenda della Maga Circe. Figlia di Helios (il dio Sole) e di Perseide, e che qui aveva la sua dimora che ospitò Ulisse e i suoi compagni. Per un anno dopo aver tentato di trasformarli in porci. Il mito narrato dall’Odissea viene rafforzato dal profilo della montagna. Che vista da lontano lascia intravedere la figura di una donna addormentata.

Il parco rappresenta veramente una varietà incredibile di ambienti naturali. Con diverse zone che vanno dal caldo e soleggiato versante Sud, chiamato “Quarto caldo”. Che ha una caratteristica flora a macchia mediterranea a quella più fredda e umida del versante Nord, “Quarto freddo”.

La flora e la fauna

La fauna è ricchissima grazie ai ripopolamenti ed alla presenza di quattro laghi costieri di Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano. Piccoli bacini d’acqua salata, ideale rifugio per molte specie di uccelli acquatici, sia stanziali che migratori ma che sono nella realtà stagni costieri. Con acque poco profonde che comunicano con il mare attraverso una serie di canali che assicurano il ricambio idrico.

Nell’area troviamo inoltre varie “piscine”, aree paludose che si formano principalmente in autunno per l’accumulo di acqua piovana. E le “lestre”, zone in cui, nel passato, gli abitanti stagionali edificavano i loro precari villaggi. Tutta la foresta è visitabile tramite una fitta rete di sentieri, sia pedonali che ciclabili.

Ma il fascino principale oltre a quello naturalistico è rappresentato dal paesaggio che si può godere dalla cima del monte. E che abbraccia tutto il litorale tirrenico fino ai promontori di Anzio e Nettuno e oltre a Nord, a Gaeta a Sud. Su Ischia e sulle Isole Pontine come anche sulla catena dei Monti Lepini e sul versante meridionale dei Colli Albani.

Una vista mozzafiato arricchita dal fascino mitologico dei resti di mura ciclopiche e delle numerose grotte attestanti la presenza di umani. Sia Sapiens sia, più antichi, Neanderthaliani come i resti, in ottimo stato di conservazione rinvenuti “casualmente” nella Grotta Guattari. E risalenti al Paleolitico Medio ossia circa 50.000 anni fa.

Un sito unico che ha attraversato la storia delle genti italiche, dai primi insediamenti preistorici alla probabile fondazione di Circeii (o Rocca Circea). Fondazione ad opera di Arrunte, figlio di Tarquinio il Superbo ed al conseguente confronto con Roma. Fino alla egemonia medievale dei Caetani prima e dei Frangipane poi, dominatori dell’area.

Un luogo unico da visitare e gustare con tranquillità per lasciarsi conquistare dalle numerose emozioni. Che il Circeo sa regalare, di suggestioni che sa offrire, di incanti che sa donare.

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A cura de il NETWORK | testo e foto Ezio Bocci

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