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Perdersi a Roma: l’Orto Botanico, un’oasi preziosa e nascosta

Nel cuore della Roma più caotica, tra le pendici del Gianicolo e il Tevere c’è uno dei gioielli verdi di Roma: l’Orto Botanico, un vero Angolo di Paradiso.

Gestito dal Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma si estende su una superficie di circa 12 ha fra Via della Lungara e il Colle del Gianicolo, occupando parte dell’area archeologica denominata Horti Getae costituita, in antico, dalle terme di Settimio Severo. È collocato nell’attuale sede, adiacente al Palazzo Riario-Corsini, dal 1883.

Le origini si perdono nel Medioevo. Fu papa Niccolò III, pontefice dal 1277 al 1280, a creare fuori le mura della città un hortus semplicium per ovviare alla incertezza nella identificazione delle piante descritte dai medici dell’antichità. Errori e truffe erano assai comuni ed i giardini di piante medicinali avrebbero dovuto porre fine al problema.

Qualche secolo più tardi un altro papa, Alessandro VII, volle approfondire le ricerche e a metà del Seicento ordinò il trasferimento dell’università romana in uno spazio più ampio, vicino la Fontana dell’Acqua Paola, sul Gianicolo, dove era appena stato riparato un acquedotto che riforniva Trastevere e provvedeva alle esigenze di irrigazione dei giardini limitrofi.

Nell’annessa villa, nel XVII secolo, visse Cristina di Svezia, ex regina, che dopo la conversione al cattolicesimo, temendo reazioni violente e vendette da parte dei protestanti, inizio una peregrinazione in vari stati europei per poi stabilirsi definitivamente e Roma dove si occupò di opere caritatevoli, di arte, musica, teatro e tra le altre cose di botanica che curò con grande passione.

Nel giardino crescono circa 8000 specie provenienti da ogni angolo del mondo, di cui vari esemplari plurisecolari. Sono presenti varie serre (visitabili solo di mattina) dove prosperano cactus e piante tropicali, piante medicinali, mentre tutt’intorno crescono una imponente varietà di specie vegetali, tutte ben tenute.

Ovunque incontriamo sequoie, ginko, orchidee e bromelie che fanno da quinta a magnifiche fontane, sentieri romantici, un roseto, un delizioso boschetto di bamboo, un giardino mediterraneo, un affascinante giardino giapponese e importantissimo, il giardino dei non vedenti.  Un luogo veramente straordinario dove cancellare l’ansia e recuperare l’armonia che solo le piante sanno dare.

A cura de il NETWORK | foto Ezio Bocci

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